All’interno del centro storico, sorge l’antica Fontana di Costantinopoli, denominata anche Fonte Caracciolo o Fontana di Bellerofonte. Questo nome deriva dalla statua in marmo, che rappresenta Bellerofonte nell’atto di uccidere la Chimera.
La Fontana, posta tra due rampe di cinque gradini, presenta cinque nicchie: tre circolari. Nelle nicchie superiori alloggiavano i busti di un patrizio e di una donna romana. Due delle nicchie sottostanti ospitavano, su un piedistallo, statue di marmo; quella centrale, invece, custodiva la già citata statua di Belleronfonte.
Nel 1669, su commissione di Francesco Marino I Caracciolo, l’architetto bergamasco Cosimo Fanzago non solo restaurò la Fontana ma apportò importanti lavori nella conduttura delle acque. Riuscì, difatti, ad alimentare il secentesco Convento e Monastero del Carmine sorto, a pochi metri, nel 1620.
Nel secondo restauro, avvenuto nel 1866 per opera del Comune di Avellino, fu abbassato il manto stradale e spostata in giù solamente la vasca.
Nel 1799 i francesi trafugarono alcune statue, salvando il Bellerofonte che, purtroppo, sparì nei giorni immediatamente al Ferragosto del 1893.
Sono conservati, dall’altro canto, lo stemma civico dei Caracciolo in marmo e due lapidi che ricordano gli interventi di manutenzione effettuati nei secoli.